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ODERZO - IL FASCINO DEL MUNICIPIUM ROMANO

Giungiamo in Piazza Grande con il Duomo d'impianto gotico rimaneggiato nel XV sec. ed affrescato in controfacciata da Palma il Giovane.
Il campanile è ricavato da una torre della cinta medievale di cui rimane qualche traccia. Il centro si snoda poi verso Corso Umberto I cui accediamo attraverso il 'Torresin': i portici dei bei palazzetti rinascimentali con facciate affrescate ci conducono al ponte sul canale Gattolè oltre il quale inizia Via Garibaldi.
Su questa si affacciano il Palazzo Diedo, sede Municipale opera del Massari, con Parco (oggi pubblico) ed il settecentesco Palazzo Foscolo, vero e proprio Centro culturale di Oderzo.

Vi trovano infatti sede il Museo Civico, che conserva interessanti reperti paleoveneti e romani come i Mosaici con scene di caccia di una villa del III sec.; la Pinacoteca Civica intitolata ad Alberto Martini, pittore surrealista nativo della Città. Oltre alla sua opera, la Pinacoteca è ricca di 456 opere. Palazzo Foscolo è poi sede di mostre e ospita il Premio di Architettura Città di Oderzo.
Tornando in Piazza Grande, ed attraversando la Contrada Rossa si arriva al Foro Romano.
Potremo visitare su richiesta le recenti scoperte archeologiche come parte del lastricato del foro, resti di edifici pubblici, i pavimenti di una villa del I sec. ed un collettore fognario.
Da lì uscendo in direzione Colfrancui si può concludere la passeggiata alla neolclassica Villa Wiel.

PORTOBUFFOLE' MOTTA DI LIVENZA - DAL BORGO AL SANTUARIO DEI MIRACOLI

Nel Medioevo sorge il castello con sette torrioni a difesa dei commerci che da Venezia, attraverso il fiume, qui sbarcavano per prendere la via della Germania. Entriamo dalla Trevisana, ponte che porta il nome della Porta distrutta nel 1918, visitiamo la duecentesca Casa di Gaia Da Camino e la Piazza Vittorio Emanuele II con la Dogana (sec.XVI), il Monte di Pietà (sec.XV), la Loggia Comunale (sec.XVI) e il Duomo (sec.XV).
Oltre Porta Friuli al fianco della quale rimane la Torre comunale, unica superstite, il borgo 'dei barcaroli' un tempo destinato alla quarantena di uomini e merci.
Poco più avanti l'imponente villa Giustinian (fine '600), oggi lussuoso Park Hotel.

Tornando verso Oderzo incontriamo Mansuè e prendiamo in direzione di Gorgo al Monticano per raggiungere Motta di Livenza e il Santuario della Madonna dei Miracoli costruito verso il 1510 laddove sarebbe apparsa la Vergine.
All'interno Assunzione di Palma il Giovane, bassorilievo attribuito al Sansovino e Madonna con Bambino forse di Andrea Previtali.
E' il simbolo della città che gli è cresciuta intorno spostandosi dal nucleo originario, lungo la Livenza Vecchia, su cui passa la centrale via IV Novembre.
Visitiamo il Duomo sorto tra il XVI ed il XVII sec. nei pressi di Piazza Luzzatti. Lungo la suggestiva Riviera Scarpa notiamo Palazzo Buso del XVI sec., dalla facciata porticata con affreschi.

LA PIANURA - FELICI SORPRESE DI CAMPAGNA

Rientrando verso Oderzo sulla Statale Postumia, passiamo per Gorgo al Monticano, dove ammirare la cinquecentesca Villa Revedin, un complesso con barchesse, chiesetta, scuderia e parco adibita ad albergo e ristorante.
Prendiamo poi la direzione S. Polo di Piave e poco prima di Ormelle seguiamo le indicazioni per la Chiesa dei Templari, notevole costruzione romanica (XII sec.) caratterizzata dal basso portico antistante la navata e bel campanile.
Oltre Ormelle la Chiesa di S. Giorgio di origini longobarde, rimaneggiata tra il XV ed il XVII secolo, con un ciclo di affreschi del 1466.

A S. Polo di Piave l'originale Villa Papadopoli, ottocentesca costruzione in stile gotico inglese, con splendido parco e, in località Rai, i resti di una torre del X secolo, testimone dell'esistenza di un castello sorto forse su fondazioni romane.
Eccoci quindi a Cimadolmo, centro agricolo produttore del famoso vino Raboso, invecchiato almeno tre anni, e degli asparagi bianchi ad Identificazione Geografica Protetta, uno dei prodotti più apprezzati della cucina trevigiana.
Ci reimmettiamo sulla Postumia a Ponte di Piave, centro vinicolo e industriale completamente ricostruito dopo il 1918, per far ritorno a Treviso o partire per una nuova tappa.

STRADA DEL VINO PIAVE - FRA VILLE E VIGNETI

La zona di produzione si espande nel territorio ad est di Treviso che in molta parte abbiamo già percorso, in un circuito tra il Piave e il Monticano che da Conegliano attraverso Mareno di Piave arriva a Oderzo, passa per Gorgo al Monticano e Motta di Livenza e si abbassa ancora verso Chiarano, Cessalto, Salgareda per giungere più a nord alla già conosciuta Roncade e da qui risalire attraverso Breda di Piave e Maserada, fino a tornare a Cimadolmo e S. Polo.

Tra le località citate e non viste, vale forse la pena allungarsi ancora verso Cessalto e Chiarano, zona ricca di acque di risorgiva in cui si incontrano ancora splendide ville: Villa Emo-Giacobini del XVI secolo, con begli affreschi e Villa Zeno costruita nel 1565 su disegno del Palladio: nonostante i continui rimaneggiamenti (originale la facciata posteriore) rivela la purezza delle linee e rappresenta il limite estremo ad est della "Civiltà della Villa" che ha arricchito tutto il tessuto della nostra Provincia e che scompare oltre la Livenza.

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